Alla scoperta dell’antico centro storico di Catanzaro, la sua nascita, il quartiere Lido e Gagliano

«Un carattere non di arte, ma di umanità intensa e talvolta pittoresca, a Catanzaro occorre andarlo a cercare nelle parti periferiche del vecchio abitato, cioè nei rioni dai bei nomi umilmente significativi ( … ) Catanzaro, infatti, è la città tipica di quell’amicizia per l’ospite che rimane uno dei lati più belli della vita di un popolo … » .

Queste parole di Giuseppe Isnardi rivelano al meglio il carattere di questa città, e dei suoi abitanti, che sorge in posizione strategica sui tre colli del monte Triavonà. Una cordialità, quella catanzarese, che si fa sempre più forte man mano che ci si spinge negli antichi rioni di questo antico kastron bizantino che, nonostante i numerosi sventramenti e i danni bellici dell’ultima guerra mondiale, ha mantenuto pressoché intatti i suoi caratteri di centro altomedievale.

Itinerari di Catanzaro, capoluogo di regione CalabriaIl primo nucleo, l’attuale “Grecìa”, venne a installarsi sul colle più a sud denominato S. Trifone o di S. Rocco, come testimoniano presenze architettoniche e urbanistiche islamiche tutt’oggi visibili; il secondo e il terzo nucleo di ‘ . . In età normanna, furono dislocati rispettivamente a nord, sulla rocca di S. Giovanni ove venne costruito il castello, e nella zona centrale, sul colle più alto (365 s.l.m.) detto del Vescovato sul quale fu costruita la Cattedrale normanna. Lo sviluppo della città andò accentuandosi tra il 1200 e il 1300 con il sorgere dei nuovi quartieri a nord dell’antica Grecìa, a opera degli Ebrei e di “mercadanti” provenienti da Amalfi e dalla Sicilia.

I rioni greci erano quelli di S. Barbara, della Vallotta e della Grecìa. I rioni latini comprendevano il Pianicello, S. Maria del Mezzogiorno, il Piano Grande, la Filanda, la Maddalena, Montecorvino, il Paesello sventrato nel XX secolo, la piazza del Gesù, S. Rocchello, S. Nicola e la strada dei casali, il “Paradiso” poi Case Arse (con questo nome, che ricorda l’incendio comandato dal Centelles nel 1461 e che distrusse le abitazioni a ridosso del castello, oggi è indicata una strada), la Parrera o San Giovanni, Porta di Mare e S. Francesco di Paola.

Il rione ebreo con caratteristiche urbanistiche proprie, chiamato la Giudecca, è ancora visibile. Corrisponde all’attuale rione racchiuso tra il Banco di Napoli e Piazza Cavour e aveva il suo fulcro nella sinagoga che sorgeva sul sito oggi occupato da palazzo Fazzari. Tra il XIII e il XVII secolo si assiste a un forte sviluppo dell’edilizia privata, ma anche di quella ecclesiastica, tanto è vero che furono edificati numerosi conventi e monasteri molti dei quali, ancora oggi esistenti ma con diverse destinazioni d’uso (ospitano caserme o altre istituzioni), testimoniano la presenza di importanti ordini religiosi all’interno della città.

Questi nuovi conventi in alcuni casi diedero origine a nuove espansioni dei vecchi rioni che da quel momento furono identificati con il nome dei conventi stessi: la Stella, la Maddalena, il Monte, il Carmine, i Paolotti, S. Rocco e così via.

Per tutto il Seicento e il Settecento il perimetro della città si mantenne all’incirca all’interno del perimetro dell’attuale centro storico. Dopo il 1783 e gli inizi dell’Ottocento Catanzaro iniziò a perdere le sue primitive caratteristiche di centro medievale; vennero a crearsi, infatti, quartieri fuori le mura (Baracche, Baraccone, Fondachello ), ma vennero realizzati anche sontuosi palazzi legati all’architettura ottocentesca napoletana (Alemanni, Doria, Franco … ) o di gusto eclettico, come a esempio palazzo Fazzari e il novecentesco palazzo dell’Intendenza di Finanza.

Nel 1870 venne redatto il Piano Manfredi attraverso il quale fu progettata la rettificazione dell’antico asse stradale centrale (attuale corso Mazzini, già via Mesa), ma anche la sistemazione di altre strade. Dal 1920 il centro storico conoscerà nn lento e graduale degrado, causato da notevoli sventramenti e dai danni del bombardamento dell’agosto 1943, quali a esempio la distruzione della Porta di Mare, nel 1938 l’abbattimento del teatro neoclassico, la distruzione di “scesa gradoni”, della cattedrale, della chiesa di S. Caterina V. M. e nel 1975 la demolizione del complesso edilizio del Serravalle e del caratteristico “stretto”.

Fontana monumentale Il Cavatore, ideata e costruita da Giuseppe Rito, scultore alla cui opera si fanno risalire le origini del contemporaneo in Calabria. È uno dei monumenti simbolo della città e rappresenta il lavoro e la forza dei catanzaresi.

Fontana monumentale Il Cavatore, ideata e costruita da Giuseppe Rito, scultore alla cui opera si fanno risalire le origini del contemporaneo in Calabria. È uno dei monumenti simbolo della città e rappresenta il lavoro e la forza dei catanzaresi.

Cagliano
È uno dei principali quartieri della città; ci sono studiosi che ipotizzano addirittura una sua preesistenza a Catanzaro. Il toponimo, legato alla famiglia Gallianus, potrebbe essere di derivazione romana. Di questa epoca sono state trovate nel suo territorio alcune monete. Inoltre l’archeologo milanese Ermanno Arslan ha segnalato la presenza di Lma villa romana in località “Pietragnazia”. Lo studioso Luigi De Gagliano Siena, invece, ha rintracciato in località “La Petrusa” fondi di capa1me circolari e avanzi di tombe scavate nel tufo di epoca italica. Il borgo di Cagliano è molto caratteristico. Interessanti da visitare sono due antiche chiese: quella del Rosario del 1131 e la chiesa di S. Maria Assunta risalente al 1528.

Catanzaro Lido
Sorge a 13 km dal centro città tra le foci della Fiurnarella e del Corace. Non si hanno informazioni certe sulle sue origini, è documentata soltanto la presenza di una torre di guardia edificata pare dagli Spagnoli. Il primo vero villaggio prese forma nel XVII secolo. Al 1623 è attestata la notizia della costruzione di una cappella sul fondo Birghello per volere del patrizio GiovanAlberto De Paula. Alla fine del Settecento venne eretta la chiesa dedicata a Santa Maria di Porto Salvo, la cui struttura attuale risale al 1832.

L’abitato iniziò a svilupparsi nel XIX secolo, grazie alla realizzazione di un approdo per piroscafi postali e, soprattutto, alla linea ferroviaria jonica (Taranto-Reggio Calabria) ultimata tra il 1872 e il 1873. Oggi Catanzaro Lido, denominazione che prese nel 1960 (prima era conosciuto come Marina di Catanzaro), è un vivace centro costiero dotato di un bel lungomare, di un porticciolo e di un discreto circuito ricettivo (alberghi e ristoranti).

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