I Personaggi storici che hanno fatto la storia della città di Catanzaro

Francesco Acri
Nato nel 1834, è considerato uno dei maggiori filosofi dello spiritualismo italiano dell’Ottocento, di quella corrente cioè che volle riaffermare la vitalità del pensiero cristiano, in opposizione con il materialismo positivista e con l’idealismo hegeliano. Di Hegel, tuttavia, fu attento conoscitore, tanto che alcuni lo considerano un esponente della cosiddetta “destra hegeliana”, cioè di quella corrente di pensiero che dava della filosofia hegeliana una lettura in chiave religiosa. Morì nel 1913 a Bologna.

Umberto Bosco
Storico e filosofo, critico della letteratura italiana, nacque nel 1900. Collaborò all’allestimento dell’edizione critica delle “Familiari” di Petrarca e dopo aver vinto, nel 1942, la cattedra di letteratura italiana presso l’Università di Milano, divenne direttore dell”‘Enciclopedia Italiana”, del “Dizionario Enciclopedico Italiano”, dell”‘Enciclopedia Dantesca”. Diresse il centro studi leopardiano di Recanati e fu presidente del centro studi pirandelliano. Accademico nazionale della Crusca, ebbe una laurea “honoris causa” a Cambridge. Tra i suoi numerosi scritti: “Aspetti del Romanticismo italiano”, una monografia sul Petrarca, “Altre pagine dantesche”. Morì a Roma nel 1987.

Aldo Casalinuovo
Giurista conosciuto in tutta Italia, nacque nel 1914. Per sedici anni è stato presidente del Consiglio dell’Ordine Forense Italiano e per tre legislature deputato. Ha insegnato diritto penale all’Università di Roma e ha diretto la rivista “Calabria giudiziaria”. Tra i tanti incarichi, fu anche commissario nazionale del Partito monarchico popolare. Morì nel 2000. Ad Aldo Casalinuovo la comunità catanzarese ha intitolato un auditorio.

Nicola Ceravolo

Nicola Ceravolo

Nicola Ceravolo
Lo stadio comunale porta il nome di questo avvocato che nacque nel 1907 e che per più di un ventennio (dal 1958) è stato alla presidenza d ell’Unione Sportiva Catanzaro. Fece parte anche del Consiglio della Federa zione Italiana Gioco Calcio e fu vicepresidente della Lega Professionisti. Sotto la sua guida la squadra giallorossa fu promossa nel 1959 in serie B e nel 1971 in serie A. Era molto abile nelle operazioni di compravendita ed era un arguto scopritore di talenti (tra cui Banelli, Palanca, Mauro). Morì nel 1988.

Giuseppe Vincenzo Ciaccio
Medico chirurgo, nacque nel 1824. Si laureò nel 1845 nel Collegio medico cerusico di Napoli. Medico capo della Guardia nazionale dal 1860, si mise poi al seguito dell’esercito garibaldino curando, al San Sebastiano di Napoli, i feriti.
Approfondì i suoi studi di medicina a Londra e a Berlino. In Italia insegnò n elle università di Napoli, dove aveva la cattedra di anatomia microscopica, e di Bologna (anatomia comparata e microscopica). Ha pubblicato moltissimo, soprattutto sulle scienze anatomiche e su ll’oftalmologia. A lui è intitolato uno dei due ospedali di Catanzaro. Morì nel 1901.

Filippo De Nobili
Nato nel 1875, fu il direttore per oltre un quarantennio della Biblioteca comunale, ma anche il punto di riferimento più importante che la città poteva offrire agli intellettuali locali e forestieri.
Personalità originalissima e critica nei confronti di ogni atteggiamento retorico, è rimasto famoso il suo rifiu to di una onorificenza della Corona d’Italia, nel 1934, quando rispose «Le sarò gratissimo se, in cambio dell’onorificenza, che non ho mai desiderato e non desidero, ella vorrà ottenere un congruo sussidio
alla Biblioteca da me diretta». La Biblioteca comunale porta il suo nome. Morì nel 1962.

Salvatore Ferrari
Appartenente alla nobile e antica famiglia Ferrari di Taverna-Catanzaro, n acque nel 1788. Amministrò le prigioni di Catanzaro, città in cui fu sindaco dal 1832 al 1837. Esercitò anche altre cariche pubbliche, tra cui quella di presidente del Consiglio p rovinciale nel 1846 e intendente della Provincia di Calabria Ultra II nel 1848. Fu , inoltre, guardia d ‘onore del Re. Morì n el 1851.

Alfonso Frangipane
Uomo dalle doti eclettiche, fu pittore, giornalista, storico dell’arte e critico. Nacque nel 1881. Studiò a Napoli arti figurative. A Catanzarò fu spesso in prima linea per l’attivaziàhe di strutture che dessero’nuova linfa alla città. A parte la copiosa produzione di saggi sulle opere d’arte, ha lasciato diversi decori, come la volta della farmacia Leone. Morì a Reggio Calabria nel 1970.

Giovanni Frojo
Musicista e compositore, nacque nel 1847. I suoi primi studi li fece a Genova con il maestro Giuseppe Bassi. Talento piuttosto precoce, iniziò a comporre a soli 10 anni. Nel 1870 diresse nel duomo di Catanzaro una sua composizione, una messa a tre voci. Ha pubblicato anche con case editrici importanti tra cui la Ricordi, la Maddaloni, la Venturini. Suo è un metodo per pianoforte, “La scuola del meccanismo”. Morì nel 1925.

Garibaldi Gariani
Pittore, nacque nel 1861. Studiò ali’ Accademia di Belle Arti di Napoli ed ebbe maestri prestigiosi come Morelli, Torna e Palizzi. A Roma frequentò salotti importanti, venendo a contatto con Gabriele d ‘Annunzio, Matilde Serao, Edoardo Scarfoglio. Nelle sue opere, sparse un po’ in tutta la Calabria (sono anche nel Museo provinciale di Catanzaro), traspare quasi sempre il tormento dell’artista. Tra i lavori più belli: “Grido dell’anima”, “Povera Mamma”, “Confidenze”, Ferri vecchi”. Morì nel 1930.

Saul Greco
Architetto molto noto, nacque nel 1910. Diversi progetti italiani ed esteri portano la sua firma. Tra gli altri, quello della stazione Termini di Roma. La maggior parte dei palazzi costruiti a Catanzaro negli anni Sessanta del Novecento (ospedale civile, galleria Mancuso, Provincia, Banca d’Italia, Anas, ecc.) sono di Greco. Suoi lavori sono a Roma e a Napoli. A Istanbul ha progettato l’auditorium. Morì a Teheran nel 1971.

Bernardino Grimaldi
Nato a Catanzaro nel 1839, fu più volte ministro delle Finanze e del Tesoro. Studioso di economia, sostenne posizioni moderatamente liberiste.
Seguace di Giovanni Nicotera, aderì alla sinistra di Depretis. Fu ministro anche con Cairoli, Crispi e Giolitti. Morì nel 1897.

Fausto Gullo
Membro di un’antica famiglia borghese di Cosenza, Gullo nacque a Catanzaro n el 1887. Si trasferì molto presto nella città dei Bruzi dove intraprese la carriera legale. Aderì al Partito socialista nel 1918. Abbracciò subito la causa dei contadini che si battevano per l’occup azione delle terre incolte dei latifondisti in Sila e nel 1919, insieme a Pietro Mancini, ne sostenne il movimento. Dopo la scissione al congresso socialista di Livorno, fu tra coloro che fondarono il Partito comunista di cui curò l’organizzazione in Calabria. Presentatosi alle politiche del 1921, non fu eletto, nonostante fosse il più votato,
perché la sua lista non prese n essun seggio.Entrò alla Camera nel 1924. Considerato elemento pericoloso sotto il regime, fu confinato a Nuoro dove rimase dal 1926 al 1927. Con Badoglio, nel 1944, divenne ministro dell’Agricoltura ed emanò i famosi “decreti Cullo” con i quali venne rivista la disciplina dei contratti agrari prevedendo, tra le altre cose, l’assegnazione delle terre incolte ai contadini. Nel 1946 fu ministro di Grazia e Giustizia. Partecipò alla Costituente e per dieci anni fu vicepresidente del gruppo parlamen tare comunista rimanendo alla Camera fino al 1972.
L’Accademia Cosentina lo ebbe tra i suoi soci ordinari. Morì a Spezzano Piccolo (in provincia di Cosenza) nel 1974.

Francesco La Monaca
Scultore e ritrattista conosciuto in tutto il mondo, nacque nel 1860. Diventò famoso in Inghilterra p er il busto di Ceorge Bernard Shaw. Fece il ritratto a donne e uomini famosi, tra cui la moglie d el ciambellano d el re d’Inghilterra, l’arcivescovo di Canterbury, il compositore Andrea Messager, l’attore George Berr. Forse non è molto noto in Italia, ma all’estero è considerato uno dei più grandi ritrattisti della sua epoca. Morì a Parigi nel 1918.

Ignazio Larussa (senior)
Magistrati e politici di lunga tradizione, i Larussa sono tra le p iù antiche e conosciute famiglie catanzaresi. Ignazio nacque nel 1798 e fu un eminente avvocato del Foro napoletano. Dopo l’Unità d’Italia fu nominato senatore del Regno. In wi.a delle sale della Corte d’appello di Catanzaro c’è una lapide che lo ricorda. Morì a Napoli nel 1873.

Ignazio Larussa (junior)
Politico, nacque nel 1869. Dal 1913 fu deputato per quattro legislature. Nel 1924 ricoprì la carica di sottosegretario di Stato per l’economia nazionale e nel 1929 fu nominato senatore del Regno. Morì nel 1935.

Antonio Lombardi
Filosofo e conferenziere, nacque nel 1898. Si laureò in Giurisprudenza a Roma. Contro la volontà del p adre Nicola che era un famoso avvocato e un uomo politico (deputato per quattro legislature, sottosegretario di Stato al ministero dei Lavori pubblici con il governo Bonomi e sottosegratario al ministero di Grazia e Giustizia nel terzo Gabinetto Badoglio), abbandonò la carriera forense per assecondare una sua vocazione interiore: lo studio della filosofia proiettato verso gli ideali cristiani. La svolta della sua vita, che fu radicale considerato che Lombardi passò la sua adolescenza senza convinzioni religiose, fu probabilmente la conseguenza di due episodi che lo provarono fortemente: l.ma malattia al cuore, che si manifestò tra il 1926 e il 1927, e la prematura morte di una giovane dònna di cui si era in namorato. Durante la guerra e anche dopo fu presidente dell’Istituto di Cultura Religiosa Superiore. Nel 1940 a Roma diede alle stampe la sua opera più importante, “Critica delle metafisiche”. Seguirono nel 1943 “Psicologia dell’esistenzialismo” e nel 1946 “La Filosofia di Benedetto Croce”. Morì nel 1950. Ad Antonio Lombardi è stata intitolata la Biblioteca arcivescovile.

Eugenio Mancuso
Imprenditore nato nel 1891 che ebbe, già a quell’ epoca, l’intuizione di puntare su un settore redditizio: il turismo. A Catanzaro ha realizzato il Grande Albergo Moderno in piazza Matteotti e in Sila Piccola il Grande Albergo delle Fate. Nel territorio di Taverna c’è un villaggio turistico che porta il suo nome. Morì a Roma nel 1942.

Francesco Maruca
Tra i fondatori del Pci catanzarese, nacque nel 1898. Del suo partito fu, nel 1921, segretario politico provinciale e fidu ciario dell’esecutivo nazionale. Fondò e diresse il periodico “La voce del popolo”. Per la sua attività ritenuta sovversiva fu iscritto nell’elenco delle persone pericolose.
Lasciò il partito nel 1945 e un anno dopo costituì una sezione del Partito comunista internazionalista. Morì nel 1962.

Enrico Mastracchi
ato nel 1881, è una delle personalità politiche calabresi di maggiore rilievo della prima metà del Novecento. Leader del socialismo rivoluzionario, fu un tenace organizzatore di leghe operaie. Fondò “Calabria Avanti!” e nel primo dopoguerra venne eletto deputato per il Psi. Sotto la sua guida il socialismo in provincia di Catanzaro conseguì importanti successi, in particolare a Crotone, che lo vide suo sindaco.
Combattè vivacemente il nascente fascismo; poi a regime instaurato, spinto dalla rassegnazione politica e dalle ristrettezze economiche, patteggiò una tranquilla vita privata. Morì a Roma nel 1945.

Domenico Milelli
Nato nel 1841, è considerato uno dei maggiori poeti legati al movimento della Scapigliatura. Ebbe una vita particolarmente avventurosa, ma fu anche studioso e traduttore di grandi letterati stranieri come Heine e Poe. Tra le numerose raccolte in versi, la critica considera la più riuscita “Fior d’infanzia”. Morì a Palermo nel 1905.

Giovanni Patari
Nato nel 1866, era scrittore e giornalista. Si laureò in Giurisprudenza a Napoli, poi insegnò al ginnasio di Catanzaro. Fondò e diresse “U Monacheddu”, giornale satirico di successo.
Nelle sue numerose opere ha spesso esaltato la Calabria, i suoi luoghi, i su oi uomini. Morì nel 1948.

Augusto Placanica
Nato il 20 settembre 1932, dopo essersi laureato in Filosofia approdò agli studi storiografici, iniziando a collaborare con prestigiose riviste come “Studi Storici”. La prima fase della sua carriera fu orientata metodologicamente da un’ottica socioeconomica con un’attenzione particolare dedicata al Settecento calabrese.
Nacquero, così, le fondamentali indagini sulla Cassa Sacra, ente istituito dallo Stato borbonico all’indomani del terremoto del 1783 per l’esproprio e messa in vendita delle proprietà ecclesiastiche. Divenuto professore ordinario di storia moderna a Salerno nel 1975, col tempo indirizzò le sue indagini verso gli universi culturali, estendendo il suo campo d’analisi dal Settecento alla lunga durata. Autore di numerosi libri affascinanti e innovativi, come “Il filosofo
e la catastrofe”, “Segni dei tempi” e “Storia dell’inquietudine”, negli ultimi anni di vita giunse a delineare la sua personale concezione del modo di fare storiografia. Tra i più originali storici italiani dell’ultimo trentennio, morì a Salerno il 2 novembre 2002.
Placanica, nella sua città, ha diretto la Biblioteca comunale “De Nobili” che, dal 1970 al 1975, ha riordinato e completamente ammodernato.

Vittorio Pugliese
Nato nel 1905, ebbe un’attività politica intensa. Di formazione democristiana, entrò nel partito Monumento a Francesco Stocco nel 1944. Fu deputato in tre legislature, poi senatore e più volte sottosegretario di Stato (al Lavoro e alla Previdenza sociale, agli Interni, all’Agricoltura e Foreste, alla Difesa). Presiedette la Società nazionale degli Olivicoltori. Aveva una laurea in Chimica industriale. Morì nel 1965 a Cirò.

Giuseppe Raffaelli
Nato nel 1750, è considerato uno dei più geniali giuristi meridionali della seconda metà del Settecento. All’età di soli vent’anni egli difese in città una donna, Cecilia Faragò, imputata di avere, attraverso arti magiche, causato la morte del canonico Antonio Ferraiolo. In tribunale il giovane Raffaelli dimostrò che solo l’ignoranza poteva far ritenere l’uomo capace di violare le leggi della natura attraverso le cosiddette arti magiche. Non soltanto la donna fu assolta, ma allorché il Raffaelli mise a stampa la sua difesa, influenzò la scelta dello stato borbonico di cancellare dalla legislazione statale il d elitto di magia.
Raffaelli, inoltre, va ricordato come presidente del Primo Tribunale di Stato della Repubblica napoletana. Dopo un lungo esilio, nel 1801 insegnò sulla cattedra che fu di Cesare Beccaria. Ha lasciato un’importante opera giuridica, la “Nomotesia penale”. Morì a Napoli nel 1826.

Tommaso Susanna
Giurista, naçque nel 1751. È ricordato soprattutto  perché fautore delle grandi riforme legislative del XIX secolo. Fu procuratore generale della Corte dei conti del Regno di Napoli e insegnò in diverse città italiane (anche matematica alla N unziatella). Ebbe la nomina di Intendente della Basilicata e di Salerno nel 1806. Morì a Napoli nel 1814.

Felice Tocco
Filosofo e storico, nacque nel 1845. Si dimostrò subito un bambino precoce e a soli 12 anni scrisse una lettera in un latino perfetto. Durante gli studi furono suoi maestri Spaventa e Settembrini. Passò rapidamente dall’insegnamento nei licei alla docenza universitaria (Roma e Firenze). Fu socio dell’Accademia dei Lincei e fece anche parte dell’Accademia di Scienze morali e politiche di Napoli, della Deputazione toscana di storia patria, della Società italiana di antropologia. Ha lasciato una produzione piuttosto copiosa. Tra le sue opere: “Leopardi” (1868), “Quistioni platoniche” (1885), “Il Savonarola e la profezia” (1895). Morì nel 1911 a Firenze.

Nicola Vaccaro
Filosofo e politico, nacque nel 1922. È considerato uno dei più raffinati intellettuali della sinistra del dopoguerra. Fu un appassionato studioso di metafisica e ha prodotto lavori importanti come la traduzione dell’Estetica di Hegel, pubblicata da Feltrinelli nel 1963 e da Einaudi nel 1972, e “Opere teologiche giovanili” pubblicata postuma. È stato anche parlamentare nelle fila del Partito comunista.

Vincenzo Vivaldi
Scrittore e letterato, nacque nel 1856 da una famiglia di umili origini e già a 16 anni dovette lavorare per potersi permettere di andare avanti negli studi. Aveva una grande passione per Leopardi, tanto che il suo primo importante lavoro fu “Storia del dolore in Giacomo Leopardi” (1881). I suoi testi furono adottati in diverse università italiane. Morì nel 1940.

Enzo Zimatore
Avvocato e appassionato scrittore, nacque nel 1908. Aveva due lauree, in Giurisprudenza e in Scienze politiche. Ha presieduto il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro dal 1978 al 1990. Nutriva un particolare interesse per la storia della cucina (ha scritto molto sull’argomento) ed è stato anche delegato per la Calabria dell’Accademia nazionale della cucina.
Lo affascinavano, inoltre, le tradizioni e la storia locale. Suoi sono “Proverbi giuridici calabresi” e “Catanzaro – Storia di un’antica democrazia”.
Morì nel 1991.

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